Pinocchio nella visione delle Costellazioni Familiari

Trasformazione e Rigenerazione in Pinocchio: La Visione delle Costellazioni Familiari Ancestrali

Pinocchio, ovvero quando arriva la Fata Turchina

Nel racconto di Pinocchio, un classico della letteratura, si nasconde un momento straordinario che attinge alle profonde radici delle costellazioni familiari ancestrali. Il culmine di questa storia avviene quando Pinocchio si ritrova appeso a testa in giù alla Quercia grande, un momento di sospensione tra la vita e la morte, che richiama la figura del dodicesimo arcano dei tarocchi, “L’appeso“.

Prima di questo evento, la storia aveva già assunto contorni strani e suggestivi. Geppetto, un uomo sterile, incapace di generare figli, decide di creare un burattino di legno, Pinocchio, come una sorta di figlio adottivo. Tuttavia, il burattino si dimostra ribelle, senza un luogo stabile, sempre in fuga, alla ricerca di un posto dove appartenere

SOLO CAPOVOLGENDO LA PROPRIA PROSPETTIVA SI DIVENTA UOMINI

Questo percorso lo porta a fidarsi di personaggi discutibili come il Gatto e la Volpe, mettendolo in pericolo di morte. È un viaggio di un individuo “non-umano”, incapace di tradurre le esperienze e gli stimoli dell’ambiente circostante in nutrimento per l’anima. E’ il viaggio dello sciamano.

E così, Pinocchio si ritrova appeso a testa in giù, come rappresentato nell’arcano de “L’appeso”. Ma questo momento è un simbolo di svolta, in cui la realtà appare capovolta, preparando il terreno per una trasformazione imminente.

In questo frangente, compare la Grande Dea, una divinità femminile incarnata, la Fata dai capelli turchini, che ricorda figure mitiche come le sirene o Melusina, donne legate all’elemento acqua. 

La Fata è differente da Geppetto e dal Grillo parlante, i quali, anziché offrire consigli, impongono limiti e credenze, imprigionando l’individuo in schemi rigidi. L’uscita dalla strada tracciata porta alla prigione.

La Fata rappresenta la Grande Dea, l’archetipo femminile che guida il “non-umano” verso la trasformazione in un Uomo. 

È la bambina morta che si eleva a Fata, la Donna che osserva dal circo, la Vecchia che porta l’acqua e la Dama che accoglie Pinocchio nella sua casa. È colei che gli offre la visione della futura trasformazione, incarnando la saggezza che si nutre dagli errori, l’ambiente che offre crescita e apprendimento.

In questo percorso, la Fata si rivela una madre amorevole ma anche severa. Permette a Pinocchio di sbagliare, di perdersi, di esplorare il mondo e ritrovarsi. 

Geppetto, al contrario, non riesce a lasciare andare il burattino, né a mostrargli la via per diventare un Uomo, non per cattiveria, ma perché egli stesso non ha ricevuto l’insegnamento. 

Nessuna figura maschile ha tramandato a Geppetto il potere archetipico che lo connetterebbe a una forza consapevole e attiva.

ADESSO SO COME SI FA

Ecco perché la presenza della Fata/Dea è cruciale. Colei che genera equilibrio tra il dare e l’avereEssa rappresenta la chiave di volta, l’elemento che assiste il maschile, indicando la strada della trasformazione e della rigenerazione. Pinocchio, ora trasformato in Uomo, può finalmente tornare da Geppetto e condividere la sua saggezza: “Adesso so come si fa“, preparandosi a insegnare la lezione alle generazioni future.

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